...il coraggio di essere liberi

22 giugno 2008

Manifestazione per la legalità

L'Associazione GIV (Giovani dell'Italia dei Valori) Lombardia partecipa:

Lunedì 23 giugno ore 17.30


alla manifestazione davanti al palazzo di giustizia a Milano contro la giustizia ad personam.

Incontro in Piazza Cinque Giornate, ore 17.30.

Per ulteriori info http://www.idvgiovani.it/index.php?option=com_smf&Itemid=66&topic=5282.0

04 giugno 2008

Domenica 8 Giugno 2008

Il Coordinamento di Saronno dell’Italia Dei Valori con Di Pietro comunica che prosegue la campagna d’iscrizione al Partito, a tale scopo organizzerà, tempo permettendo, domenica 8 giugno un gazebo in c.so Italia in mattinata.

Ringraziamo sin d’ora i cittadini che aderiranno alla nostra iniziativa.

26 maggio 2008

MUTUI: DI PIETRO, UN'ALTRA BUFALA DEL GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 23 MAG - 'Per i mutui a tasso variabile ancora una bufala del governo'. A sostenerlo e' Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori.' Quello che Tremonti cerca di vendere come una sua conquista - prosegue Di Pietro - non e' altro che uno specchietto per le allodole. Stiano attenti i cittadini. L'importo di ogni rata puo' anche calare come era nel 2006, ma il loro numero poi aumentera' e su quelle aggiuntive incideranno nuovi interessi. Insomma, una falsa illusione che rischia di gravare sulle spalle di tanti cittadini alle prese con una rata per pagarsi la casa che hanno acquistato'. 'Perche' Tremonti non ha insistito con i banchieri per applicare le norme, gia' in vigore, che prevedono la portabilita' dei mutui a costo zero ed aprire quindi una sana competizione tra gli istituti di credito? E' cosi' - conclude il leader dell'Italia dei Valori - che il cittadino sarebbe veramente libero di scegliersi la banca che applica tassi piu' convenienti e trovare un reale risparmio'.

15 maggio 2008

Caso Schifani

Chi avesse visto l'intervista a Marco Travaglio nella trasmissione "Che tempo che fa" si sarà reso conto che si vuole mettere un bavaglio a chi si permette di rivelare informazioni scomode sui politici e pertanto abbiamo pensato fosse utile inviare, in modo individuale, la e-mail seguente.
Non sortirà un grande effetto ma sicuramente farà comprendere che ci sono cittadini che non sono disposti ad accettare che si possano porre limiti all'informazione.

<schifani_r@posta.senato.it>
Ogg: Richiesta conferma o smentita fatti

Al Presidente del Senato Renato Schifani

Il sottoscritto cittadino elettore Le chiede se corrisponda a verità quanto affermato da Marco Travaglio nel libro: “Se li conosci li eviti” e cioè:
1)che Lei sia o sia stato socio della Società Siculabrokers unitamente a Nino Mandalà e Benny D'Agostino
2)che Lei sia stato Consulente del Comune di Villabate come esperto del Sindaco in materia Urbanistica
Qualora lo ritenga utile od opportuno, potrà aggiungere sue eventuali valutazioni.
In assenza di Sua risposta entro 10 giorni da oggi, riterrò il suo silenzio come conferma dei fatti soprariportati e trarrò le mie valutazioni
Distinti saluti

05 maggio 2008

Silvio “privato corruttore”

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Silvio 'privato corruttore'" (pag.769).

"Anche i giudici d’appello chiamano Berlusconi il “privato corruttore”. Ma diversamente da quel che avevano stabilito i loro colleghi nel rinvio a giudizio, scrivono nero su bianco che Previti, Pacifico e Acampora non concorrono nel reato del giudice Metta, bensì in quello del “privato corruttore”, cioè del Cavaliere:

l’attività degli extranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta, che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere, in via diretta, dal privato interessato […]. La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore.

In pratica i tre avvocati Fininvest agirono come intermediari di Berlusconi, che li incaricò di pagare Metta e, in seguito alla sentenza comprata, alla fine intascò il primo gruppo editoriale italiano. E, diversamente da lui, non meritano le attenuanti generiche, “non ravvisandosi alcun elemento positivo per attenuare il trattamento sanzionatorio”. E questo per:

l’enorme gravità del reato [e per] la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al controllo dei mezzi di informazione; [per] la spiccata intensità del dolo; [per] i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; [per] i comportamenti processuali tenuti [con continue e spudorate “menzogne”, nda]; [per] il precedente penale specifico [Imi-Sir, nda].

Quanto alle parti civili, i giudici riconoscono alla Presidenza del Consiglio un danno di 129 mila euro:

l’episodio delittuoso si svolse all’interno della cosiddetta “guerra di Segrate”, combattuta per il controllo di noti e influenti mezzi di informazione; e si deve tener conto dei conseguenti interessi in gioco, rilevanti non solo sotto un profilo meramente economico, comunque ingente, ma anche sotto quello prettamente sociale della proprietà e dell’acquisizione di mezzi di informazione di tale diffusione.

La parte civile Cir, cioè De Benedetti, ha diritto al rimborso dei danni morali e patrimoniali, ma da quantificare in separata sede civile: i giudici avrebbero concesso un anticipo in sede penale, cioè una “provvisionale”, ma i legali Cir non ne hanno fatto richiesta. Spetterà dunque ai giudici civili stabilire e liquidare:

tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari.

Il 13 luglio 2007 la II sezione penale della Cassazione mette il timbro finale al caso Mondadori, confermando in toto la sentenza d’appello-bis. La vicenda – scrivono i giudici – “coinvolgente la Fininvest, fonte della corruzione e pagatrice del pretium sceleris”, cioè del “mercimonio” della sentenza Metta, non può ammettere le attenuanti generiche: per “l’elevata gravità del reato e del relativo danno, l’intensità del dolo, i motivi a delinquere e i comportamenti processuali” caratterizzati da “mendacio”. Quanto alle prove, ce ne sono a bizzeffe: rappresentano un “corredo di emergenze, nomi e collegamenti ben diverso dalla definizione di “schizzo di fango”, usata dai difensori dell’ex giudice Metta. Ora è ufficiale: il Cavaliere possiede da sedici anni una casa editrice grazie a una sentenza comprata. Ma, naturalmente, nessuno gliene chiederà conto.”

17 aprile 2008

Ringraziamenti

Il coordinamento di Italia dei Valori di Saronno

ringrazia

gli elettori di Saronno per la preferenza accordata.

Siamo lieti di informarvi che è stato eletto un consigliere provinciale per Italia dei Valori: si tratta di VILMA BORSOTTI, che nel collegio di Varese II ha raccolto la percentuale di voti più alta in provincia: il 5,689 %


Se desiderate, potete contattarci per proposte, suggerimenti e per richiedere che temi di vostro interesse e di rilevanza provinciale siano portati in consiglio provinciale dal neoeletto consigliere.

02 aprile 2008

Giuseppe Paone


Giuseppe Paone, Pensionato, Candidato nel collegio di Saronno II per le elezioni provinciali 2008

01 aprile 2008

Il programma e i candidati

Italia dei Valori si presenta alle elezioni insieme al Partito Democratico, dopo che l’ex Presidente Reguzzoni ha deciso di dimettersi a meno di un anno dal voto del 28 maggio 2007. Abbiamo quindi elaborato un programma comune (scaricabile a questo indirizzo) che tocca tutte le necessità della nostra Provincia, dal tema fondamentale del rapporto Istituzioni–Cittadino, a quelli dell’ambiente e dei servizi pubblici. Noi di Italia dei Valori ci impegneremo sui temi che da sempre contraddistinguono la nostra azione politica. In primo piano la sicurezza e la legalità, per riconfermare il NO all’indulto e al clientelarismo, la lotta agli sprechi e la trasparenza nella gestione pubblica. Altro punto focale le problematiche giovanili, che possono trovare risposta positiva attraverso il trinomio Istruzione, Formazione, Lavoro. Italia dei Valori ritiene fondamentale l’apporto dei Giovani nella società civile e nella politica e ne candida 8 nella nostra provincia (l'elenco completo dei candidati è scaricabile cliccando qui). L’impegno dell’Italia dei Valori si rivolge quindi a migliorare il nostro futuro, su cui gravano ipoteche pesanti quali i debiti contratti per i prossimi quarant’anni dall’amministrazione provinciale e la situazione ambientale. Ci impegneremo quindi, con la serietà e la trasparenza che ci contraddistinguono e con l’entusiasmo dei nostri giovani, per portare avanti i diritti di tutti e non solo i vantaggi di pochi, per difendere la politica dei diritti contro quella dei privilegi. Daremo voce alle vostre istanze che fin d’ora potete comunicare a idvsaronno@gmail.com.

27 marzo 2008

Alitalia: con Berlusconi, si può fare

Nel 2002 il bilancio dell'Alitalia è risultato positivo per 93 milioni di euro. Nel 2003 si è avuta una perdita di 520 milioni di euro, saliti a 844 l'anno successivo. Nel 2005 la perdita è stata contenuta a 168 milioni per poi risalire nel 2006 a 605 milioni di euro e fermarsi nell'ultimo bilancio annuale del 2007 a 364 milioni di euro. Fino ad oggi, quasi tutte le perdite sono state a carico dello stato. Si parla di oltre 15 miliardi di euro, considerando anche i periodi non citati. Alla fine del 2006 il governo Prodi è costretto all'ennesima ricapitalizzazione e decide di vendere il 40% della compagnia al miglior offerente. Si formano una decina di “cordate”, ma tutte alla fine rinunciano, giudicando troppo vincolanti e impraticabili le clausole imposte per il compratore. Nell'estate del 2007 si decide di andare a trattativa privata, e per limitare le spese si prepara un piano che prevede, tra l'altro, il taglio di 150 voli da Malpensa.
A dicembre i pretendenti di Alitalia sono tre: Air France-KLM, Ap Holding (capofila del gruppo Air One) e una nuova compagnia che ha per rappresentante legale Antonio Baldassarre, già amministratore delegato della Rai al tempo dell'ultimo governo Berlusconi. Alla fine dell'anno sia il consiglio di amministrazione dell'Alitalia, sia il governo danno il via alla trattativa in esclusiva con Air France-KLM. Del resto, a questo punto chi potevano scegliere? Air One che ha un fatturato almeno 8 volte più basso di Alitalia e con molti debiti? Il gruppo appena nato di Antonio Baldassare, di cui si sa poco o nulla? La scelta era obbligata. Il governo e Alitalia accettano il
piano Air France- KLM il 16 marzo scorso. Il valore dell'offerta è previsto in 1,7 miliardi di euro di cui di 1 miliardo per ricapitalizzare la compagnia e il resto per pagare le azioni e le obbligazioni. L'offerta deve essere però approvata dai sindacati, dal nuovo governo che si insedierà a Palazzo Chigi dopo il 15 Aprile e dipende tra l'altro dal ritiro della causa della SEA, il gestore dell'aeroporto di Malpensa. La SEA infatti richiede all'Alitalia più di un miliardo di euro per l'annullamento dei 150 voli prima menzionati. Per le regole della Comunità Europea l'Alitalia non può più usufruire di aiuti di stato e quindi: o trova un compratore o fallisce. Anche i sindacati
bocciano il piano perché prevede circa 2000 esuberi. A questo punto, visto che gli errori, pagati dai contribuenti, sono stati commessi sia dai governi di centro destra in larga misura, sia da quelli di centro sinistra, non sarebbe stato ragionevole metterci una pietra sopra e cercare di garantire un posto di lavoro ai dipendenti in uscita dall'Alitalia e per conseguenza da Malpensa? Ed ecco che arriva il cavaliere... dopo aver assistito, senza battere ciglio alle enormi perdite di Alitalia sotto il suo governo, fa credere agli italiani di avere in tasca la soluzione, quando agli occhi di tutti gli osservatori la soluzione non c'è.
Ricordando ancora che nel 2003 si è avuta una perdita di 520 milioni di euro, saliti a 844 l'anno successivo e che nel 2005 la perdita è stata contenuta a 168 milioni per poi risalire a 605 milioni nel 2006. Ricordando che il governo Prodi è entrato in carica a metà del 2006, perché Silvio Berlusconi non ha risanato la compagnia di bandiera quando era al governo? Adesso lui urla: “O si fa Alitalia o si muore!” ma in gioventù ha navigato per mare riuscendo poi a cavalcare, con grande astuzia, le onde televisive. Ora vuole volare, cioè far volare i suoi figli e fare l'assistente di volo a
terra, scusate al governo. Ma i contribuenti e i lavoratori hanno le tasche piene di promesse, aneddoti e barzellette, vogliono certezze. Quelle certezze che lui non può dare.

Tratto da www.giornaledigitale.net