...il coraggio di essere liberi

29 agosto 2006

Quartiere Matteotti

Pubblichiamo una lettera inviata al sig. Sindaco dal responsabile comunale di IDV, Donato Abbagnale

Alla cortese attenzione del Sig. Sindaco di Saronno avv.Pierluigi Gilli


Da: Abbagnale Donato, Referente del Partito Italia dei Valori Saronno - Via Sampietro, 78


Oggetto: Quartiere Matteotti


Giorni fa, un gruppo di abitanti del Quartiere Matteotti, dove anch’io abito, mi hanno chiesto di fare da loro portavoce per esporre a lei Sig.Sindaco alcuni problemi del Quartiere. Problemi che, sono certo, lei già conosce ma che devono essere ribaditi, perché di essi non si vede la soluzione. Due erano i motivi della discussione: ordine-sicurezza e pulizia.

Ordine-sicurezza: ecco alcuni argomenti di riflessione per fatti che qui purtroppo accadono frequentemente.

Nello spiazzo adiacente l’edicola dei giornali, gruppi di giovani giocano al pallone causando intralcio al passaggio, schiamazzi, danneggiamenti.

Sulle strade capita sovente di incrociare ragazzi che scorazzano con i motorini a tutto gas, senza casco con pericolo per se stessi e gli altri (purtroppo il Vigile di Quartiere si vede poco).

Di notte, bande di vandali si lasciano andare ad atti di teppismo. E’ accaduto, che sia stato appiccato il fuoco alla porta dell’edicola, che il contenuto dei bidoni della spazzatura sia stato rovesciato sulla strada, che siano state divelte le transenne di legno del parco giochi, che sia stata rotta la pensilina d’attesa dell’autobus, che siano state rubate delle biciclette dagli androni dei condomini e che i proprietari le abbiano ritrovate a pezzi appese agli alberi (questo è avvenuto non molto tempo fa).

Le faccio presente Sig.Sindaco, che su questo punto della sicurezza, c’è gente esasperata, disposta anche ad improvvisare delle ronde notturne.


Pulizia

La gente lamenta che non ci sia più il servizio di pulizia dei marciapiedi. Risulta infatti che mentre le strade vengono ancora pulite almeno una volta la settimana dalla macchina spazzatrice, i marciapiedi invece sono stati del tutto abbandonati e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Sig.Sindaco, nell’attesa che si materializzi il famoso progetto di riqualificazione del Matteotti, chiediamo più attenzione verso questo nostro quartiere, troppo spesso dimenticato dell’Amministrazione Comunale, affinché sia strappato dall’emarginazione della periferia e finalmente consegnato alla città.


Certo del suo interessamento, le porgo distinti saluti.


Donato Abbagnale.

11 agosto 2006

Buon Ferragosto

Il Coordinamento dell’Italia Dei Valori con Di Pietro di Saronno augura Buon Ferragosto e Buone Ferie a tutti gli amici e i simpatizzanti di Italia dei Valori. Auspichiamo di rivedervi numerosi con idee e proposte al rientro dalle vostre vacanze.

09 agosto 2006

Peppole, Fringuelli e Politica

Stefano Zamponi, Capogruppo regionale di Italia dei Valori, commenta la decisione della maggioranza, assunta dai Capigruppo con il solo voto contrario di Italia dei Valori, di fissare la seduta del Consiglio regionale per il week end del 29 e 30 luglio.

“ La maggioranza – dichiara Zamponi –, pur di riuscire a far sparare a peppole e fringuelli in deroga alle normative europee sulla caccia prima della pausa estiva, ha deciso di far svolgere il Consiglio regionale anche nei giorni di sabato 29 e domenica 30 luglio prossimi, dalle 10 di mattina a mezzanotte”.

“Il centro destra è fermamente intenzionato a far approvare questa legge – aggiunge il Capogruppo regionale di IdV -, affinché il Consiglio autorizzi la caccia di alcune specie protette. L’obiettivo della maggioranza è semplicemente quello di concedere la licenza di uccidere peppole e fringuelli, incuranti di quanto questo lavoro straordinario notturno e festivo costerà alla collettività lombarda”.

24 luglio 2006

Manifestazione contro l'indulto a Milano

Domani, martedì 25 luglio, contemporaneamente al corteo di Di Pietro a Roma, ci sarà una manifestazione di protesta contro l’indulto anche a Milano, presso la Prefettura, Corso Monforte n.31, approfittando della presenza in città di Romano Prodi.

Incontro alle ore 16:30 presso la Prefettura di Milano, dove troverete Piero Ricca, giornalista indipendente, che è stato candidato per IDV durante le appena trascorse elezioni amministrative.

Certi del vostro interesse su questo argomento, vi aspettiamo numerosi.

14 luglio 2006

Incontro con cena

Giovedì 20 Luglio ore 20.30

presso il ristorante Le Mollette

Via L. Galvani 1 - Muggiò (MI) Tel. 039 2781625

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INCONTRO CON CENA DI TUTTI GLI AMICI E SIMPATIZZANTI DELL’ITALIA DEI VALORI DI MILANO & PROVINCIA E MONZA & PROVINCIA

Menù della Serata- antipasti misti

- due primi piatti

- secondo con contorno

- dessert

- caffè

- digestivo

- Barbera del Piemonte e Pinot del Veneto

- acqua minerale delle Dolomiti

(25.00 Euro, tutto compreso)

GRANDE LOTTERIA CON BALLO

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Prenotazioni entro e non oltre il 15 Luglio

email: fidert@libero.it

tel: 338 5458007

Adolfo Palermo


08 luglio 2006

Un po’ di chiarezza sulla manovra correttiva

In collaborazione con la sede regionale del Partito di Italia dei Valori, riportiamo, ai fini di una migliore comprensione della manovra :

- Capitolo per capitolo l'abc della manovra correttiva 2006
di Nicoletta Cottone e Roberto Giuliante (Il Sole 24 ore)

- Testo completo del DECRETO-LEGGE 4 luglio 2006, n. 223
Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale. (GU n. 153 del 4-7-2006)

- RELAZIONE TECNICA di accompagnamento alla manovra correttiva 2006

29 giugno 2006

Comitato per il referendum

L’esecutivo del Comitato promotore del referendum costituzionale si è riunito oggi sotto la presidenza del sen. Oscar Luigi Scalfaro. Il Comitato ha preso atto con grande soddisfazione dell’esito del referendum, dell’alta partecipazione al voto nonostante le giornate estive, e della netta affermazione del NO. Il Comitato ringrazia tutte le organizzazioni, associazioni, partiti e sindacati, coordinamenti e comitati locali che hanno costruito questo successo con un grande lavoro di informazione nelle città e nei paesi di tutte le regioni italiane. Le ragioni del NO sono state comprese e condivise dalla maggioranza degli italiani grazie innanzitutto all’impegno di milioni di questi volontari.
Il voto ha bocciato e cancellato una pessima riforma costituzionale. Ma ha soprattutto riaffermato l’adesione della grande maggioranza degli italiani all’impianto, ai principi e ai valori della Costituzione repubblicana. Che può essere aggiornata, ma non demolita o stravolta. Il voto degli italiani deve essere rispettato. Il Comitato assunse fin dalla nascita, due anni fa, la denominazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”. Ritiene ora suo compito e suo dovere vigilare perché la scelta degli italiani non sia disattesa o tradita. E dunque perché la necessaria opera di ammodernamento delle nostre istituzioni democratiche sia sempre coerente con i principi e i valori della Costituzione, anzi ne favorisca la piena attuazione. E perché si traduca in riforme istituzionali e (quando necessario) in puntuali emendamenti alla Costituzione largamente condivisi, non imposti nell’interesse di una parte.
Il Comitato chiederà di essere ricevuto dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e dal Ministro per le Riforme Vannino Chiti per conoscere le iniziative del Governo in materia e per sottolineare gli indirizzi e i vincoli che derivano dal voto popolare. Chiederà altresì un incontro ai ministri dell’Istruzione e dell’Università per sottoporre loro alcune proposte intese a promuovere la conoscenza della Costituzione e dei suoi valori nelle scuole e nelle università italiane.
Il Comitato ha infine deciso di riunire in una assemblea nazionale, nella seconda metà di settembre, i rappresentanti delle migliaia di comitati e coordinamenti locali e di tutte le organizzazioni nazionali che del comitato fanno parte, per definire le linee di azione e le iniziative da intraprendere per diffondere la conoscenza e l’adesione ai principi costituzionali e promuoverne l’attuazione.
Roma, 28 giugno 2006

22 giugno 2006

Riforma “DEVOLUTION” per cambiare la Costituzione italiana.

Noi,i sostenitori del NO. Perché?

Il Comitato Saronnese “Viva l’Italia” martedì 20 giugno ha indetto un incontro con i cittadini per far capire e spiegare a cosa si andrebbe incontro votando a favore di tale riforma. Troppa la disattenzione e troppo poca la conoscenza del popolo italiano di fronte ad un momento storico di tale importanza.

A presiedere l’incontro è il Professore Valerio Onida, insegnante onorario di Diritto Costituzionale presso l’università Statale di Milano, 9 anni giudice costituzionale e presidente della Corte Costituzionale negli ultimi 6/7 mesi.

Il Prof.Onida da inizio alla sua “lezione” introducendo quegli argomenti che possono essere portati come “convincenti” per coloro che sostengono la riforma. Essi partono dall’idea sbagliata che la Costituzione debba essere modificata nella parte che riguarda l’ordinamento di stato dei poteri. Ma da dove nasce questa idea, questo “mito della grande Riforma”?! Contestano il fatto che la Costituzione sia stata creata nel dopoguerra dai tre partiti più importanti dell’epoca (partito Comunista, partito Socialista e Democrazia Cristiana) che oggi non esistono più o sono profondamente cambiati. Viene così a mancare, secondo loro, quel senso di “modernità”. Ciò è sbagliato storicamente!! Quei partiti, appena fondati o relegati ad anni di esilio, non si sono ispirati ad un bagaglio loro specifico, ma hanno guardato ai grandi principi del costituzionalismo liberal-democratico: “la Costituzione si fonda su un sistema saldo di principi morali tuttora valido!”. A tali principi si è dato vita guardando lontano, essi durano nel tempo e non vanno assolutamente giudicati come passati o “vecchi”. La fase costituente è scaturita da svolte di eventi epocali nel mondo, non dalla vicenda di un unico Stato. Parla un linguaggio universale! Questa è la nostra Costituzione, ciò che sentono i cittadini! E non quell’idea di mito diventata slogan della classe politica!

Addentriamoci ora in quelli che sono i cambiamenti che verranno attuati con la Riforma. Essa non propone singole modifiche, bensì un progetto che riscrive 50 articoli della Costituzione e tocca tutti gli aspetti dell’ordinamento dei poteri che questa descrive.

Viene lasciata intatta la prima parte e quella che riguarda i principi fondamentali; sorte diversa ha la seconda parte, che viene modificata del tutto nei suoi sei titoli (Parlamento, Presidente della Repubblica, Governo, Magistratura, rapporto Regioni-enti locali, Corte Costituzionale). Più precisamente possiamo individuare quattro capitoli:

1. DEVOLUTION. Passaggio di poteri dal centro alla periferia, viene quindi ampliato il potere delle Regioni. Ma il passaggio di quali poteri? E in che modo avviene tale passaggio? Fino al 2001 le Regioni potevano legiferare solo su un numero limitato di materie elencate nella Costituzione e le competenze generali spettavano allo Stato. Dopo il 2001, con l’approvazione della riforma per l’autonomia delle Regioni, la Costituzione prevede un elenco di materie in cui il potere di istituire nuove leggi è prerogativa dello Stato, e un elenco, denominato “Concorrente” dove Stato e Regioni collaborano insieme. Al di fuori di questi due elenchi le competenze spettano alle Regioni.

Quale novità introdurrebbe la Devolution? L’ESCLUSIVITA’ delle regioni nelle materie concorrenti quali organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica e polizia amministrativa. Questo porterebbe lo Stato a perdere poteri nei confronti delle Regioni. Tale modifica implicherebbe aspetti negativi riguardanti i diritti fondamentali dei cittadini (es. possibilità di curarsi su tutto il territorio) e, inoltre, verrebbe a mancare una linea comune di intenti. I sostenitori del Sì negano questa ipotesi: lo Stato conserverebbe comunque le sue competenze…come potete vedere, siamo di fronte o a una contraddizione, quindi una sorta di “Riforma apparente” (non possono esistere competenze esclusive!), o a un intento implicito: regionalizzare completamente escludendo lo Stato.

Questa è L’UNICA legge a favore dell’autonomia regionale; i restanti cambiamenti la riducono! Guardiamo, ad esempio, alla clausola che consente alle Regioni ordinarie, in grado di esercitare ulteriori poteri, di negoziare con lo Stato per acquisirne di ulteriori:la Riforma eliminerà tale clausola, e questo non andrà certo a favore di uno sviluppo e di una indipendenza! E ancora, la devolution inserirebbe un altro punto per cui lo Stato limiterà l’incremento della pressione fiscale complessiva delle Regioni e dei Comuni.

2. BICAMERALISMO PERFETTO. Abbiamo due Camere aventi gli stessi poteri. La Riforma fa venir meno questo sistema in quanto lo considera un caso unico (il che è assolutamente falso, basti pensare agli Stati Uniti) e sostiene che allunghi i tempi della legislazione. Gli si potrebbe dare ragione, se non fosse che ci devono essere più organi di confronto affinché ci sia ponderatezza!

Camera e Senato hanno le stesse autorità ma devono concordare su un unico testo. Anche in questo caso vengono attuati cambiamenti che portano da uno a tre procedimenti legislativi:

a. la Camera delibera, il Senato può proporre cambiamenti, la Camera delibera definitivamente. La Camera ha quindi dominanza.

b. il Senato delibera, la Camera può proporre cambiamenti, il Senato delibera definitivamente. Dominanza del Senato.

c. entrambe deliberano a parità di poteri sullo stesso soggetto.

C’è però un particolare non irrilevante da aggiungere: se il Governo ritiene che una proposta del Senato sia contraria al proprio programma, sposta la competenza alla Camera.

Il criterio sul quale si basano questi procedimenti sta nella distribuzione delle materie negli stessi…sorge spontanea una domanda: come decidere a che materia appartiene una legge? Ci sono leggi che riguardano più materie e che verrebbero quindi spezzate in tre tronconi!

3. PREMIERATO. Rafforzamento del premierato. Nel nostro sistema il premier è il dirigente del Governo ed è espressione della maggioranza parlamentare, esiste quindi un rapporto di fiducia Governo/Parlamento. Se viene a mancare questo rapporto, il Governo cade e viene sostituito. Con la Riforma si avrebbe la figura di “Primo Ministro”, eletto direttamente dal popolo senza la maggioranza parlamentare. Il Parlamento non rappresenterà più la maggioranza del popolo! Il Primo Ministro “determinerà la politica del governo, i ministri saranno nominati e revocati da lui stesso senza un controllo esterno”. Acquisterà così nei confronti del Parlamento un alto potere di pressione e potrà mettere la Camera di fronte ad una secca alternativa: approvare le sue proposte o essere sciolta. Verrà così a crearsi una figura di capo assoluto!

4. ORGANI DI GARANZIA. Magistratura e Corte Costituzionale. Per quanto riguarda la Magistratura, la Riforma prevede che il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura non possa più eleggere il vicepresidente in quanto verrà eletto dal di fuori.

I cambiamenti più importanti andranno ad incidere sulla Corte Costituzionale in due modi. In primo luogo, la nomina dei giudici della Corte di Cassazione avverrà con modalità differenti, vale a dire 7 nominati dal Parlamento, 4 dal Presidente del Consiglio e 4 dalle Alte Magistrature venendo così a sostituire il sistema 5-5-5 in vigore oggi.

In secondo luogo, tutti i Comuni potrebbero ricorrere direttamente alla Corte Costituzionale con il rischio che questa venga subissata da contenziosi tra Stato/Regioni e Comuni/Regioni.

La Costituzione è un tessuto collettivo, in quanto è stata voluta da tanti nel ’46, ’47, ’48, e un tessuto connettivo, ovvero ci deve tenere insieme e deve essere tenuto insieme per il nostro futuro

Francesca & Matteo

17 giugno 2006

Valerio Onida a Saronno

Martedì 20 giugno alle ore 21 a Saronno, presso l'Aula Magna della scuola Aldo Moro in viale Santuario, Valerio ONIDA presidente emerito della Corte Costituzionale, parlerà della ragioni del NO al referendum del 25 giugno.

Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo in altre occasioni, sa che Onida non è mai assertivo, nel senso che per la nitidezza della posizione sul problema e la misura del giudizio non è sospettabile di ideologismo. Onida usa parole chiare e semplici per spiegare che la Costituzione deve prevedere strumenti di garanzia contro l’arbitrio del potere, un’organizzazione dello Stato che riconosca come fine ultimo i diritto dell’uomo alla realizzazione della personalità e ad una Società più giusta.

Valerio Onida, come in altri suoi interventi, illustrerà il progetto di riforma costituzionale, racconterà le origini della nostra Costituzione e lascerà infine che l’ascoltatore tragga il proprio giudizio il che – a ben vedere – è il modo migliore per orientare al voto del prossimo referendum.