Oggi è il penultimo giorno di campagna elettorale: invece di fare propaganda o sterili polemiche, desideriamo porre all'attenzione di tutti questa lettera, scritta un anno fa, da Giuliana Panzetti, oggi candidata nelle liste di Italia dei Valori nelle elezioni comunali.
Questa lettera è stata scritta un anno fa, poco prima che mancasse mia mamma, per proporre al futuro sindaco una problematica sempre più pressante:“Sono una cittadina saronnese impegnata nel lavoro dipendente (la pensione è ancora lontana) alle prese con il problema quotidiano di combinare le esigenze della vita lavorativa (inclusa la gestione dello stress) che ci vuole sempre dinamiche e presenti, con quelle della madre quasi novantenne, ancora abbastanza autosufficiente, ma che ovviamente richiede cure e attenzioni sempre maggiori per farla restare il più possibile nel suo ambiente famigliare (cioè con me).
E allora, quando tutte queste incombenze diventano troppo pesanti per una persona sola,
mi chiedo dove sono a Saronno le strutture del Comune in supporto a quella fascia di popolazione che sarà sempre più numerosa quando invece la famiglia tradizionale lo sarà sempre meno.A Saronno si costruisce tanto, gli abitanti aumentano, ma non le strutture per la 3° età.
Le case di riposo sono insufficienti rispetto alle domande, i tempi di attesa sono di 2-3 anni!E in caso di emergenza o di peggioramento delle condizioni legate all’età, a chi ci si rivolge?
Alle strutture private con costi elevatissimi, o al
prezioso aiuto di associazioni di volontariato.Creiamo allora una struttura di servizi a cui rivolgersi, con un centralino telefonico 24 h. su 24, dove trovare medici specialisti, assistenza infermieristica con supporto anche a domicilio per la somministrazione di farmaci, l’aiuto e la cura della persona, una struttura che individui gli anziani che vivono soli ma che assista anche i famigliari a riconoscere ed affrontare malattie “difficili” come l’Alzheimer.
Snelliamo dalla burocrazia tutte le richieste di assistenza, gli anziani non usano internet e non possono fare la coda da un ufficio all’altro!
Diamo voce a chi non ne ha ma ha più bisogno di altri!In un momento di crisi come questo, può essere anche uno sbocco professionale, oltre che umano e di civiltà.
Parlo in prima persona plurale perché ritengo che il “Comune” siamo tutti noi.Grazie.
Giuliana Panzetti