...il coraggio di essere liberi

05 maggio 2008

Silvio “privato corruttore”

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Silvio 'privato corruttore'" (pag.769).

"Anche i giudici d’appello chiamano Berlusconi il “privato corruttore”. Ma diversamente da quel che avevano stabilito i loro colleghi nel rinvio a giudizio, scrivono nero su bianco che Previti, Pacifico e Acampora non concorrono nel reato del giudice Metta, bensì in quello del “privato corruttore”, cioè del Cavaliere:

l’attività degli extranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta, che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere, in via diretta, dal privato interessato […]. La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore.

In pratica i tre avvocati Fininvest agirono come intermediari di Berlusconi, che li incaricò di pagare Metta e, in seguito alla sentenza comprata, alla fine intascò il primo gruppo editoriale italiano. E, diversamente da lui, non meritano le attenuanti generiche, “non ravvisandosi alcun elemento positivo per attenuare il trattamento sanzionatorio”. E questo per:

l’enorme gravità del reato [e per] la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al controllo dei mezzi di informazione; [per] la spiccata intensità del dolo; [per] i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; [per] i comportamenti processuali tenuti [con continue e spudorate “menzogne”, nda]; [per] il precedente penale specifico [Imi-Sir, nda].

Quanto alle parti civili, i giudici riconoscono alla Presidenza del Consiglio un danno di 129 mila euro:

l’episodio delittuoso si svolse all’interno della cosiddetta “guerra di Segrate”, combattuta per il controllo di noti e influenti mezzi di informazione; e si deve tener conto dei conseguenti interessi in gioco, rilevanti non solo sotto un profilo meramente economico, comunque ingente, ma anche sotto quello prettamente sociale della proprietà e dell’acquisizione di mezzi di informazione di tale diffusione.

La parte civile Cir, cioè De Benedetti, ha diritto al rimborso dei danni morali e patrimoniali, ma da quantificare in separata sede civile: i giudici avrebbero concesso un anticipo in sede penale, cioè una “provvisionale”, ma i legali Cir non ne hanno fatto richiesta. Spetterà dunque ai giudici civili stabilire e liquidare:

tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari.

Il 13 luglio 2007 la II sezione penale della Cassazione mette il timbro finale al caso Mondadori, confermando in toto la sentenza d’appello-bis. La vicenda – scrivono i giudici – “coinvolgente la Fininvest, fonte della corruzione e pagatrice del pretium sceleris”, cioè del “mercimonio” della sentenza Metta, non può ammettere le attenuanti generiche: per “l’elevata gravità del reato e del relativo danno, l’intensità del dolo, i motivi a delinquere e i comportamenti processuali” caratterizzati da “mendacio”. Quanto alle prove, ce ne sono a bizzeffe: rappresentano un “corredo di emergenze, nomi e collegamenti ben diverso dalla definizione di “schizzo di fango”, usata dai difensori dell’ex giudice Metta. Ora è ufficiale: il Cavaliere possiede da sedici anni una casa editrice grazie a una sentenza comprata. Ma, naturalmente, nessuno gliene chiederà conto.”

17 aprile 2008

Ringraziamenti

Il coordinamento di Italia dei Valori di Saronno

ringrazia

gli elettori di Saronno per la preferenza accordata.

Siamo lieti di informarvi che è stato eletto un consigliere provinciale per Italia dei Valori: si tratta di VILMA BORSOTTI, che nel collegio di Varese II ha raccolto la percentuale di voti più alta in provincia: il 5,689 %


Se desiderate, potete contattarci per proposte, suggerimenti e per richiedere che temi di vostro interesse e di rilevanza provinciale siano portati in consiglio provinciale dal neoeletto consigliere.

02 aprile 2008

Giuseppe Paone


Giuseppe Paone, Pensionato, Candidato nel collegio di Saronno II per le elezioni provinciali 2008

01 aprile 2008

Il programma e i candidati

Italia dei Valori si presenta alle elezioni insieme al Partito Democratico, dopo che l’ex Presidente Reguzzoni ha deciso di dimettersi a meno di un anno dal voto del 28 maggio 2007. Abbiamo quindi elaborato un programma comune (scaricabile a questo indirizzo) che tocca tutte le necessità della nostra Provincia, dal tema fondamentale del rapporto Istituzioni–Cittadino, a quelli dell’ambiente e dei servizi pubblici. Noi di Italia dei Valori ci impegneremo sui temi che da sempre contraddistinguono la nostra azione politica. In primo piano la sicurezza e la legalità, per riconfermare il NO all’indulto e al clientelarismo, la lotta agli sprechi e la trasparenza nella gestione pubblica. Altro punto focale le problematiche giovanili, che possono trovare risposta positiva attraverso il trinomio Istruzione, Formazione, Lavoro. Italia dei Valori ritiene fondamentale l’apporto dei Giovani nella società civile e nella politica e ne candida 8 nella nostra provincia (l'elenco completo dei candidati è scaricabile cliccando qui). L’impegno dell’Italia dei Valori si rivolge quindi a migliorare il nostro futuro, su cui gravano ipoteche pesanti quali i debiti contratti per i prossimi quarant’anni dall’amministrazione provinciale e la situazione ambientale. Ci impegneremo quindi, con la serietà e la trasparenza che ci contraddistinguono e con l’entusiasmo dei nostri giovani, per portare avanti i diritti di tutti e non solo i vantaggi di pochi, per difendere la politica dei diritti contro quella dei privilegi. Daremo voce alle vostre istanze che fin d’ora potete comunicare a idvsaronno@gmail.com.

27 marzo 2008

Alitalia: con Berlusconi, si può fare

Nel 2002 il bilancio dell'Alitalia è risultato positivo per 93 milioni di euro. Nel 2003 si è avuta una perdita di 520 milioni di euro, saliti a 844 l'anno successivo. Nel 2005 la perdita è stata contenuta a 168 milioni per poi risalire nel 2006 a 605 milioni di euro e fermarsi nell'ultimo bilancio annuale del 2007 a 364 milioni di euro. Fino ad oggi, quasi tutte le perdite sono state a carico dello stato. Si parla di oltre 15 miliardi di euro, considerando anche i periodi non citati. Alla fine del 2006 il governo Prodi è costretto all'ennesima ricapitalizzazione e decide di vendere il 40% della compagnia al miglior offerente. Si formano una decina di “cordate”, ma tutte alla fine rinunciano, giudicando troppo vincolanti e impraticabili le clausole imposte per il compratore. Nell'estate del 2007 si decide di andare a trattativa privata, e per limitare le spese si prepara un piano che prevede, tra l'altro, il taglio di 150 voli da Malpensa.
A dicembre i pretendenti di Alitalia sono tre: Air France-KLM, Ap Holding (capofila del gruppo Air One) e una nuova compagnia che ha per rappresentante legale Antonio Baldassarre, già amministratore delegato della Rai al tempo dell'ultimo governo Berlusconi. Alla fine dell'anno sia il consiglio di amministrazione dell'Alitalia, sia il governo danno il via alla trattativa in esclusiva con Air France-KLM. Del resto, a questo punto chi potevano scegliere? Air One che ha un fatturato almeno 8 volte più basso di Alitalia e con molti debiti? Il gruppo appena nato di Antonio Baldassare, di cui si sa poco o nulla? La scelta era obbligata. Il governo e Alitalia accettano il
piano Air France- KLM il 16 marzo scorso. Il valore dell'offerta è previsto in 1,7 miliardi di euro di cui di 1 miliardo per ricapitalizzare la compagnia e il resto per pagare le azioni e le obbligazioni. L'offerta deve essere però approvata dai sindacati, dal nuovo governo che si insedierà a Palazzo Chigi dopo il 15 Aprile e dipende tra l'altro dal ritiro della causa della SEA, il gestore dell'aeroporto di Malpensa. La SEA infatti richiede all'Alitalia più di un miliardo di euro per l'annullamento dei 150 voli prima menzionati. Per le regole della Comunità Europea l'Alitalia non può più usufruire di aiuti di stato e quindi: o trova un compratore o fallisce. Anche i sindacati
bocciano il piano perché prevede circa 2000 esuberi. A questo punto, visto che gli errori, pagati dai contribuenti, sono stati commessi sia dai governi di centro destra in larga misura, sia da quelli di centro sinistra, non sarebbe stato ragionevole metterci una pietra sopra e cercare di garantire un posto di lavoro ai dipendenti in uscita dall'Alitalia e per conseguenza da Malpensa? Ed ecco che arriva il cavaliere... dopo aver assistito, senza battere ciglio alle enormi perdite di Alitalia sotto il suo governo, fa credere agli italiani di avere in tasca la soluzione, quando agli occhi di tutti gli osservatori la soluzione non c'è.
Ricordando ancora che nel 2003 si è avuta una perdita di 520 milioni di euro, saliti a 844 l'anno successivo e che nel 2005 la perdita è stata contenuta a 168 milioni per poi risalire a 605 milioni nel 2006. Ricordando che il governo Prodi è entrato in carica a metà del 2006, perché Silvio Berlusconi non ha risanato la compagnia di bandiera quando era al governo? Adesso lui urla: “O si fa Alitalia o si muore!” ma in gioventù ha navigato per mare riuscendo poi a cavalcare, con grande astuzia, le onde televisive. Ora vuole volare, cioè far volare i suoi figli e fare l'assistente di volo a
terra, scusate al governo. Ma i contribuenti e i lavoratori hanno le tasche piene di promesse, aneddoti e barzellette, vogliono certezze. Quelle certezze che lui non può dare.

Tratto da www.giornaledigitale.net

24 febbraio 2008

Assemblea dei Giovani Dell'Italia dei Valori

AVVISO DI CONVOCAZIONE




Con la presente si comunica che l'assemblea dei Giovani Dell'Italia dei Valori della Lombardia è convocata per il giorno:

Domenica 9-03-2008
Alle ore 10:00

presso la sede IDV di via Lepontina,3 Milano per la trattazione del seguente:

ORDINE DEL GIORNO

1- Comunicazioni del coordinamento;
2- Situazione Giv nazionale;
3- Presentazione del progetto GIV "Sistemi elettorali";
4- Presentazione del progetto "la nostra costituzione"; 5- Presentazione agli iscritti del rendiconto con deliberazione dell'aprrovazione;
5- Varie ed eventuali;

Il coordinatore
GIV LOMBARDIA
(Luca Ragone)

12 febbraio 2008

Dimissioni Raguzzoni

Dallo scorso 26-27 Maggio sono passati solo 8 mesi e mezzo.

La CdL ha imposto una vittoria schiacciante anche grazie alla seconda candidatura di Marco Reguzzoni che, forte del suo operato, ha imposto una forte attenzione sull’importanza centrale del territorio come punto principale della sua campagna elettorale.
Ecco l'uomo, bustocco doc, l'uomo del territorio che difende i varesini, non può rinunciare alla cadregha romana e si dimette.
Lui, l'ingegnere che non voleva sottrarre un euro, ai suoi concittadini non rinuncia alla sua pensioncina da 2 anni e otto mesi e fa spendere, anche per la sua provincia, altri soldi per nuove elezioni anticipate.
Se poi, come pare ovvio dopo il rifiuto di Silvio all'election day, si dovrà votare più avanti (Giugno), la spesa elettorale sarà ancora maggiore.
Questo alla Lega non preoccupa, con circa 4 € di rimborso elettorale ogni voto ricevuto, ben vengano nuove e costose elezioni! Se poi è possibile ricevere doppie pensioni e doppi privilegi, tanto meglio!


Il comportamento verticista del partito Leghista non pare una gran novità. L'ex sindaco, Fumagalli, a Varese è durato poco più di 6 mesi, infatti è stato commissariato il Comune, a seguito delle indagini per abuso d'ufficio.

I nomi che già circolano paiono alquanto assurdi, infatti molti elettori leghisti non potranno mai votare persone come Caianiello (FI) o qualcun altro che non abbia il fazzoletto verde.
Ecco che qualcuno getta nella mischia il padre della Lega che magari vincerebbe a mani basse, però con i suoi problemi, chiari a tutti, di salute e si rischierebbe di tornare un'altra volta al voto dopo solo 6-9 o 12 mesi. Ma forse è meglio così: le macchine partitiche mangiano soldi e una bella iniezione di rimborsi elettorali non può fare che piacere.

Non bastano le consulenze d’oro dei comuni, non bastano i lauti compensi degli Amministratori Delegati di società partecipate da enti locali, mentre in alcune di queste risultano assunti più dirigenti che impiegati!

Preoccupa l’indifferenza del cittadino che, indignato, non sa più a chi rivolgersi e troppo spesso diserta le urne, un comportamento sbagliato che lascia spazio proprio ai peggiori. Nella cabina elettorale, non si ricordino i bei discorsi, le vane parole, i numeri snocciolati di presunti successi di cui non si vede traccia nella vita reale. Si guardino i fatti: Reguzzoni si è dimesso dopo 8 mesi e questo è indice evidente di quanto avesse a cuore il suo programma, il resto, le altisonanti parole di giustificazione, è tutto aria fritta!

Noi, che abbiamo fatto una campagna elettorale risultata quasi invisibile, senza grande clamore e grande spesa, avevamo già posto l’attenzione sulle sirene romane che stavano cominciando a suonare all’orecchio e avevamo denunciato apertamente che si correva il rischio di tornare a nuove elezioni dopo solo pochi mesi dalle precedenti.

Ci siamo impegnati ed ancora con più forza ci impegneremo e sosterremo una campagna affinché sulla scheda elettorale gli elettori trovino alternative e non solo le solite alternanze dei soliti noti.

03 febbraio 2008

CRISI/IDV DENUNCIA:CON VOTO ANTICIPATO 300 MLN IN PIU'AI PARTITI

Roma, 1 feb. (Apcom) - Se si andasse ad elezioni anticipate i partiti continueranno a percepire i rimborsi della XV legislatura fino al 2011 e a questi si sommeranno i rimborsi spettanti per quella che sarà la XVI legislatura per un costo complessivo di 300 milioni di euro in tre anni. Lo denuncia Silvana Mura, deputata dell'Italia dei Valori. "La crisi di governo - prosegue - ha messo il silenziatore a molte torbide vicende di questo Paese, gli attacchi alla magistratura, lo scandalo Cuffaro, il trasferimento di De Magistris, l`assoluzione di Silvio Berlusconi per la legge selfservice sulla depenalizzazione del falso in bilancio e da ultima una legge sciagurata per i rimborsi elettorali". "Mi riferisco a una legge vergogna del febbraio 2006 - osserva Mura - approvata dal governo di centrodestra, e non abrogata in questa legislatura, che consente ai partiti, in caso di scioglimento anticipato della Camera e del Senato, di continuare a percepire i rimborsi elettorali fino alla data di scadenza naturale della legislatura. In altre parole, se, come pare, si andasse ad elezioni anticipate, i partiti continueranno a percepire i rimborsi della XV legislatura fino al 2011, e a questi si sommeranno i rimborsi spettanti per quella che sarà la XVI legislatura". "Insomma - sottolinea l'esponente dell'IdV - dalle tasche degli italiani, tutti quelli aventi diritto al voto, i partiti sfilano di tasca un doppio rimborso per ben tre anni, per un costo complessivo di 300 milioni di euro. Il meccanismo è perverso e per assurdo incentiva la caduta dei governi, più governi si susseguono nel minor tempo possibile e più i partiti vengono foraggiati. Più i partiti dimostrano di non essere capaci di governare, più ricevono soldi". "L`Italia dei Valori ha proposto in tutte le occasioni, con tutte le sue forze, l'abrogazione di questa legge priva di ogni fondamento etico e morale già nella finanziaria 2007 replicando con una proposta di legge anche in quella del 2008. Nessun partito ha offerto la propria disponibilità, nessuno ha voluto rinunciare a 100 milioni in più all'anno che questa norma deposita nelle loro tasche", conclude Mura.

01 febbraio 2008

SME: DI PIETRO, EMERGE GRAVITA' DEL CONFLITTO DI INTERESSI

Roma, 31 gen. (Adnkronos) - "Con la depenalizzazione del falso in bilancio, approvato da Berlusconi e dalla sua maggioranza, il conflitto d'interessi emerge in tutta la sua gravita'. Se non si provvede a risolvere il conflitto d'interessi non si avra' mai la certezza che chi sta nelle istituzioni faccia gli interessi della collettivita' piuttosto che i suoi". Lo scrive, nel suo blog, Antonio Di Pietro. "Nel caso specifico Berlusconi era sottoposto ad un processo per il reato di falso in bilancio ma, avendo provveduto a modificarlo, l'ha fatta franca -aggiunge il leader di Idv-. Noi abbiamo ripristinato quel reato con un Ddl ma intanto, per Berlusconi, c'e' stata l'impunita'. E' gia' molto grave che, per sistemare un caso personale, si modifichi una legge; ora, alla beffa, si aggiunge il danno gravissimo per il Paese e per quei cittadini che sono state vittime di chi, macchiatosi dello stesso reato, non sara' condannato".